A Tolosa, sperimentata sulla Garonna una barriera contro i macro-rifiuti

È un luogo che escursionisti e ciclisti conoscono bene. Sotto il ponte di Blagnac (Alta Garonna), che collega questa città a Tolosa, una breve salita dà accesso, sulla sinistra, al sentiero che costeggia la Garonna e, sulla destra, a un ristorante. Dritto di fronte, nel bacino idrografico del fiume, è stata progettata una diga per intercettare i macrorifiuti di dimensioni superiori a 5 millimetri che scorrono verso Bordeaux e l'Oceano Atlantico, senza ostacolare il movimento della fauna selvatica e la navigazione di canoe e kayak. Il varo di questo dispositivo, rinviato due volte in primavera e a giugno a causa delle piogge che hanno aumentato il livello dell'acqua e di un difetto di fabbricazione riscontrato su uno dei galleggianti, è stato effettuato il 29 agosto.
Inventato, prodotto e assemblato dall'azienda Plastic Vortex con sede a Tolosa, questo sistema, brevettato nel maggio 2021, è composto da diverse parti. La barriera, lunga 330 metri, è costituita da una spessa striscia di gomma sormontata da oltre 650 galleggianti e con un pescaggio di 40 centimetri. Fissata tramite un cavo d'acciaio al ponte di Ancely, sulla riva destra della Garonna, e, 150 metri più in basso, al ponte di Blagnac, attraversa il fiume in diagonale per fermare i rifiuti visibili a occhio nudo e guidarli, sfruttando la forza della corrente e, grazie a un sistema elettrico, verso un trasportatore automatico.
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Le Monde